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    Presentazione
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    N O P Q R S T U V Z


    vacca Mucca. Pari alliccatu ra vacca Hai i capelli brillanti.

    vadduni Sella imbottita.

    vadduni Vallata.

    vagghìla Bacile.

    vaiàna Baccello.

    vaìna Putrella

    valata Lastra di pietra. Lapide, coperchio del loculo. Nun si finisci mai r’imparari, finu a tri ghionna sutta a valata Non si finisce mai di imparare, fino a tre giorni sotto la lapide.

    valìa Forza d’animo, energia, vigore.

    vancu Panca. A pieri ’i vancu Storto, dal fatto che i piedi delle panche si usano costruire divaricati per aumentare la stabilità.






    vanedda Stradina, strada stretta.

    Vanni, Vannuzzu Giovanni.

    vanniàri Gridare reclamizzando ciò che si vende. Arcaico: Proclamare un bando gridandolo per le strade.

    varagghiàri Sbadigliare.

    varàgghiu Sbadiglio.

    varculiàri Lett. Barcollare, usato spec. nell’espr. Iemu varculiannu per intendere che modestamente si va avanti, si tira a campare, detto spec. da anziani in risposta a Chi si rici? Comu siti?

    varu Varco, apertura, interruzione in un muro a secco per consentire il passaggio.

    vasàri Baciare. Maronna vasa vasa (Lett. Madonna che bacia ripetutamente) Devozione popolare con processione, nel giorno di Pasqua, praticata in alcune città. Vasa vasa Epiteto di mafiosi, per la loro usanza di baciarsi in segno di allenza.

    vastàsi Delinquente. Vastasi ’i ciazza Delinquente di piazza, con senso intensivo.

    vastedda Pizza senza condimento.

    vastunàchi Pastinache.

    vattiàri Battezzare.

    Vàttilu Bartolo.

    vàusu Sbalzo, masso. A Modica, per antonomasia, il quartiere a ridosso della chiesa di Santa Maria.

    vaviàrisi (Da sbavare)
    1. Emettere bava.
    2. Esibire vano orgoglio per qualcosa.
    vàzziri Valzer. O va fatti n’ màzziri (Lett. Va’ a farti un valzer. Forse presuppone un contesto di festa, con balli, in cui si chiede a uno di lasciare il gruppo, con la scusa che si vada a divertire.) Và a quel paese.

    vencia Risentimento, desiderio di vendetta. Si lausàu a vencia Ha conservato il risentimento per la vendetta al momento opportuno.

    vespri Pomeriggio.

    via Via. A bbia ri (Lett. Per via di) A forza di. A bbi’e peni (Lett. A forza di pene) A malapena.

    viàgghiu Viaggio. Bon miagghiu a lustr’ i luna Detto con ironia bonaria, per dire “Va’ a quel paese, fa’ come ti pare”.

    viàuttri Voi, voialtri.

    vìccia Veccia. Quannu u palummu è satru a viccia ci sap’ amara Quando il colombo è sazio, la veccia gli sa di amaro.

    vicciània Vecchiaia. Pensione di vecchiaia.

    vìcciu Seme di carruba.

    vièssu
    1. Verso. Ràrisi i viessu Darsi da fare, aiutarsi.
    2. Ninna nanna.
    vièstia (Da bestia) Equino.

    vièttili Bisacce. Fig. testicoli.

    vignali Terreno.

    Vignazza Quartiere di Modica (clicca qui per visualizzare la mappa; per chiudere il riquadro che apparirà al centro della mappa basterà cliccare sul pulsante X di chiusura).

    viliènu Veleno. Rif. a cibi T’ha fari vilienu! Che ti sia da veleno! Botta ri viliènu! (Lett. Colpo da veleno) Maledizione! Dannazione!

    viniènnu
    1. Venendo.
    2. Venturo, successivo. All’annu viniènnu L’anno successivo.
    vinu Vino. Vinu fattu co vastuni Vino adulteralo con sostanze di bassa qualità; il bastone servirebbe a mescolare le sostanze e tenervele immerse.

    viràca Braca, calzoni. Culu senza viràca, quannu la viri tuttu si caca Parvenu.

    virancàta Bracciata, zampata.

    virànchi Granfie, artigli, zampacce.

    viranchiàri Agitare gli arti, come per trovare appiglio.

    virìsca V. urìsca.

    virri, vìrriri Vedere. A viri unn’è, o viri unn’è Chissà dov’è. Cu si vitti si vitti Quel che è fatto è fatto, tanto meglio se nessuno ha visto.

    virrìna Organo sessuale del maiale.

    vìsitu Periodo, solitamente nei tre giorni dopo il funerale, in cui si usa far visita a casa del defunto per le condoglianze e recitare il rosario.

    vista Vista. Privu ra vist’e l’uocci (Scongiuro) Che io diventi cieco (se ciò che ho detto non è vero).

    voscenza Vostra eccellenza. Voscenza benarìca (Orig. Vostra eccellenza mi benedica) Saluto deferente. Detto anche in tono di scherzo a chi difetta ancora di più in qualcosa di cui accusa altri. Voscenza sì Sì, detto a persona nobile, superiore.

    vossìa Forma rispettosa, di grado mediano tra vui e voscenza.

    vota vota (Lett. gira gira, da vutàri) Trapano a mano.

    vovò Ninna nanna.


    Vovò registrata a Modica il 30 maggio 1955

    vozza, ozza Gozzo, spec. di volatili.

    vui (Usato solo in riferimento a seconda persona singolare, in senso ossequioso) Voi.

    vulànza V. ulànza.

    vulìri Volere. A vulìa a quaranta (a maiorca!) Detto di chi reclama con rabbia, impeto, le proprie ragioni. Si comu a Tiritò (varianti: Totò, don Totò), so cchi biri vo.

    vurricàri Seppellire, coprire di terra.

    vutàri Girare. Na vutata e na ghiriata In men che non si dica, in quattro e quattr’otto.

    vutàrisi Voltarsi, rivolgersi. Si vutàu bruttu Si è rivolto a me arrabbiato.

    vutàta
    1. Girata.
    2. Curva.
    3. Colpo di gomito.
    vutu Gomito.


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    Last edited by Angelo Cannata; 27.07.2019, 15:33.

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