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    Presentazione
    A B C D E F G I L M
    N O P Q R S T U V Z


    ca Qua. A ca sièmu Siamo qua. Intercalato in varie situazioni, la più comune è in risposta a Chi si rici? Come va?

    cabbànna V. banna.

    cabbiètta (Da gabbia) Cassetta in legno per frutta, ortaggi e simili.

    cabbiùni Cabbietta più grande.

    cabbizzàri (Dallo spagnolo cabeza, testa) Aggradare. A sacunnu comu ci cabbìzza Secondo il suo capriccio del momento.

    cacaniru (Lett. Caca nido) Fig. Ultimo nato.

    cacàzzu (Da cacare) Grosso spavento.

    caccàra V. carcàra.

    caccaràra (Forse dal greco kakòs, brutto, o da caccaràzza, o da caccariàri) Dialetto stretto.

    caccaràzza (Dal greco karakàksa) Gazza.

    caccariàri V. carcariari.

    cacciari Guidare (un veicolo trainato da animali).

    cacìci (Etimologia incerta) Cisposi.

    cacuòccila, cacciuòfila
    1. Carciofo.
    2. Panetto a forma di carciofo, modellato arrotolando una striscia di pasta di farina e ponendo al suo interno pezzetti di formaggio; detto anche cucca.
    caddarella, caldarella (Da caldara o caldaia) Secchio metallico da muratore.




    caddarumi (Da callo) Cartilagine.

    caddedda (Da cardo) Sonchus Oleraceus (da non confondere col Taraxacum officinale, di forma molto simile).

    Piantina di caddedda



    cafìsi (Dall’arabo qafīz, misura di capacità) Unità di misura di capacità, usato spec. per olio, corrispondente, a Catania, a kg 16 = litri 17,200 circa; a Modica invece corrisponde a kg 11,1 = litri 12. Recipiente metallico per tale uso.

    cafittèra Caffettiera. Attrezzo montato in cima ad una canna per raccogliere fichidindia, detto anche littèra.

    cafuòllu (Dal latino fullare, calcare, pestare) Grande quantità.

    cafuddàri (Dal latino fullare, calcare, pestare) Andarci giù, dentro, forte, ficcare dentro.

    càgghia Gabbia.

    cagnuòlu Cagnolino. Fig. Adolescente, inesperto. Scultura zoomorfa a sostegno di balconi.

    calacàusi (Forse da convinzione popolare che causino diarrea) Arachidi.

    calacìpitu (Da velocipede) V. carrozza.

    càlama (Metatesi da càmula, tarlo, dall’arabo camola, consumare) Tarlo.

    càlammarrùgghia Artigiano costruttore di marrùgghia.



    Forse il più famoso calammarrùgghia di Modica è stato u Màiu, il signor Maggio, qui ritratto al lavoro.
    Cliccando sulla foto si visualizzerà il luogo su StreeView.



    calàri
    1. Andare giù, scendere giù, portare giù, abbassare. Ci puoi calari a pasta Puoi starne certo, puoi fidarti, è garantito.
    2. Bere, riferito a menzogne: S’ a calàu Se l’è bevuta, ci ha creduto.
    calàta Discesa. Ci veni ri calata (Lett. Gli viene in discesa) Per lui è come andare in discesa, è una cosa facile. Fari tanti calàti e scinnuti Adulare.

    càlia (Dall'arabo qaliyya, fritto o arrostito) Ceci tostati.

    caliari (Dall'arabo qaliyya, fritto o arrostito) Tostare. Caliarisi a scola Marinare la scuola.

    callèbba Eucalipto.

    camella Gamella, scodella.

    cammaràri (Forse dal greco chàrmatos, gaudio, letizia) Infrangere l’astinenza dalle carni.

    cammèri (Inversione di ammèri ccà) V. ammèri.

    càmmiru (Forse dal greco chàrmatos, gaudio, letizia) Detto di giorno in cui si può mangiare la carne; a Modica è diffusa l’idea opposta, di giorno di astinenza dalle carni.

    campanièllu
    1. Campanello.
    2. Gioco infantile della campana.
    campièri Guardia campestre privata.

    càmula V.càlama.

    camurrìa (Etimologia incerta: da gonorrea, o da camorra, per l’assillo dei ricatti subìti, o da emorroidi, o da cimurro) Noia, seccatura.

    canàzza (Da cane) Pigrizia, apatia.

    cani Cane. Manciàtu re cani! (Lett. Che tu sia mangiato dai cani) Maledizione più o meno scherzosa espressa a chi si è comportato male. Mancu e cani Da non augurare neanche ai cani.

    canìgghia Crusca.

    canigghiùla Forfora.

    canna
    1. Canna
    2. Unità di volume, usata specialmente per le cisterne, corrispondente a m³ 8,7673.
    cannalàta Grondaia.

    cannarozza Interno della gola. Mi iu no cannaruozzu fausu Mi è andato di traverso.

    cannàta Boccale.

    cannìla Candela. A stuta cannila Posizione sessuale in cui la donna siede sul membro dell’uomo.

    cannìsciu (Da canestro) Contenitore ovale, di forma appiattita e sponde oblique, realizzato con usa e spago.

    cannìzzu Silos di canne intrecciate per grano o simili.

    cannuòlu
    1. Nome generico di oggetti di forma tubolare.
    2. Dolce tipico siciliano a forma di tubo farcito di crema.
    3. Rubinetto. Vìviri a cannuòlu Bere direttamente dal rubinetto o dalla bottiglia, senza toccare con la bocca.
    cansiàri V. scansiàri.

    cantàru Unità di misura di peso corrispondente a circa 80 kg (Non equivale a quintale, nonostante la somiglianza del termine).

    cantru V. catùsu.

    cantunèra Angolo interno di una stanza. Pietra angolare.

    canziàri V. scansiàri.

    canzìrru Porcellino.

    capìcciu Capezzolo.

    capizzuni Capestro.

    Cappa Nell’espressione Pòviru cappa! dovrebbe riferirsi all’assassinio del Cavaliere Cesare Cappa, commesso a Ravenna il 1° giugno 1868, dalla “Setta degli Accoltellatori”.

    cappàri Mettere radici, germogliare.

    càppisi (Da capsula) Munizioni per pistole giocattolo.

    capu Inizio, estremità. ’N capu, ’npacu Sopra. Capumatìna Mattino, primo mattino.

    capu acquariu Vento da Nord-Ovest, accompagnato temporali pomeridiani, detti mutazioni.

    capuliatu Pomodori secchi sminuzzati, con aggiunta di olio, peperoncino e basilico.

    capùta
    1. Capienza.
    2. Contenitore di medie dimensioni per usi manuali.
    carànnulu Allodola. Scherz. Figliolo.

    caravigghiàru Chi pratica prezzi alti.

    carcàra Fornace.

    carcaràra V. caccaràra.

    carcariàri Gorgogliare.

    cardùni Cardo. Spreg. Villano, cafone.

    cariènnili (Da calènde) Periodo di dodici giorni, dal 14 al 25 dicembre, il cui andamento meteorologico era ritenuto corrispondente a quello di ciascun mese del nuovo anno.

    carozza V. crozza.

    carpàri V. cappàri.

    carrabbùbbili Tipo di vespe particolarmente aggressive.

    carramàttu
    1. V. carrozza.
    2. Carro a quattro ruote.
    3. Carro basso e senza sponde.
    4. Rimorchio da trattore trainato da equini.
    carratièddu Carratello, botte in miniatura, intorno ai 30 cm circa, ovale piuttosto che cilindrica, per vino.

    carrazzò Esclamazione che esprime seccatura per qualcosa che viene detta con inutile, insistente ripetizione; è come dire “Mi fai seccare con questo tuo ripetere e insistere”.

    rri Cadere. Pù, quantu ni carieru! Esagerato! Quante ne sono cadute! In riferimento al lavoro del cutulari, in cui può succedere di far cadere una gran quantità di frutti con un colpo solo, facendo molto rumore. Mi carieru l’uocci... Ho rivolto lo sguardo casualmente... Ci carìu a facci ’n terra Ha abbassato lo sguardo per la vergogna.

    carriàri Trasportare. Carriàrisi Trasferirsi, traslocare.

    carrozza Giocattolo in legno formato da una piattaforma triciclo su cuscinetti a sfere, detto anche carruzzuni o calacìpitu.

    carruzzùni V. carrozza.

    carùcila Lucciola.

    carusieddu Salvadanaio.

    casciuòlu Cassetto. Loculo del cimitero.

    casièntila Lombrico.

    cassariàrisi Vantarsi, pavoneggiarsi.

    cassàta Dolce pasquale a base di ricotta, zucchero, cannella, cioccolato, su una base di farina impastata. S’accapàru i cassati (o mpanati) ’i Pasqua È finita la pacchia, la festa.




    casulèdda Piselli secchi.

    catabbàsima (Da cataplasma) Dispr. detto di persona o cosa pigra, inerte, statica.

    catacògghiri Riacquistare padronanza, dominio, su qualcosa, riportare all’ordine.

    catònzu Piccolo contenitore.

    catta Carta. Catt’a ucièddu Lett. Carta dell’uccello, biglietto con oroscopo che veniva estratto a sorte da un pappagallo ammaestrato da un ambulante. Alcuni video di esempio: 1 2 3. Quest’attività poteva comportare in realtà un maltrattamento degli uccelli per impedirne il volo.

    cattiva Vedova.

    catùsu Antico vaso da notte rialzato, in ceramica, detto anche cantru.

    caucìna Calcina.

    cauràra Caldaio.

    cauraràru Stagnino.

    causètta Calzino.

    causi Pantaloni, calzoni. Causi lienti, causi ’i catta (Lett. Pantaloni allentati, pantaloni di carta) Spreg. detto di chi non mantiene gli impegni.

    cava Canyon.

    cavàgna Involucro formato con listelli di canne, cilindrico, di circa cm 20 x cm 6 di diametro, terminante a punta, per contenere ricotta, chiuso poi all’altra estremità con foglie di purrazzi, a loro volta fermate alla cavagna con strisce di curina.

    cavatièddi Tipo di pasta originariamente fatta in casa; la farina impastata viene prima tagliata a rettangolini; su ciascuno di essi poi due dita operano pressione e trascinamento verso di sè. In questo modo la pasta si arrotola, si arriccia, s’incava, da cui il nome.

    cavìgghia Asticella trasversale che unisce le gambe della sedia.

    cavigghiùni Cavicchio.

    cazza Grande cucchiaio di forma allungata, adoperato per raccogliere la ricotta che si è formata.

    cazzilatùmmila (Forma più originaria cazzicatùmmula) Capitombolo.

    céciu Affetto da logopatia.

    cerri, cèrriri Parlare male di qualcuno, criticarlo, disprezzarlo.

    cèzza Quercia.

    checchu V. cèciu.

    chi Che, che cosa. Chi nnicchi e nnacchi? (Dal latino nec hic nec hoc (né questo né quello), oppure quis hic in hac (cosa c’entra questo in questa cosa), oppure dallo spagnolo niquenaque (cosa senza valore), o dall’inglese knick-knack o knick-knackery (sciocchezza)) Che c’entra? Che sciocchezze vai dicendo?

    chicchirìddu
    1. Piccolo cumulo di pietre usato come segnaposto nei terreni.
    2. Ciuffo di capelli a spirale. Punto del cuoio capelluto dal quale i capelli divergono a spirale. Alcuni bambini ne hanno due e di questi si dice che siano particolarmente irrequieti e con molta fantasia.
    chiddu Quello. Tutt’a cchiddu (Lett. Tutto come quello) Lascia intendere un riferimento a qualche famoso episodio, proverbio, detto.

    chiè (Da Che è) Interrogativo, detto da chi non ha sentito bene: Cosa? Che cosa?

    chiri chiri chiri Richiamo per maiali, spesso preceduto da iè, iè.

    chiricò Olio di iperico, detto anche di san Giovanni.

    chiricòpa Albicocche.

    chirisòmbili Varietà di albicocche di dimensioni maggiori.

    chissu (Pronome) Codesto.

    chistu (Pronome) Questo. In senso intensivo, con significato di “Che grande...“: A chista malafiura! Che gran brutta figura!

    ciaccari Procurare una spaccatura.

    ciaccàzza Fessura provocata da una spaccatura.

    ciaccu, ciaccuòlu Cappio.

    ciàiti Chiacchiere.

    cianàta Salita.

    cianciàna Sonaglio.

    ciànciri Piangere. Comu ciànciu ca tiegnu a cannìla Detto irrisorio di chi sta a piagnucolare.

    ciànghila Trappola a gigliottina per topi.

    ciantìmi Piantoni.

    cianùzzu Pialla.

    ciappedda Ciottolo, di forma tendenzialmente rotonda, usato per l’omonimo gioco.

    ciappetta Pietra usata come sedile.

    ciàppiri Capperi (sott. ri timpa). Pomodori secchi (sott. ri pummaroru). Fichi secchi (sott. ri ficu).

    ciaramìra Tegola.

    ciaràula Zingara.

    ciarciuòlu (Etimologia incerta) Tipo di rete da pesca, in italiano cianciòlo. Ciarciòlo era detta, fino agli anni ’60, la contrada dove sorge ora Marina di Modica.





    ciarmuliàri Piagnucolare, gufare.

    ciàtu Fiato. Sciutu u ciàtu! Che tu possa morire!

    ciàula Cornacchia.

    ciaurari Annusare. Ciaura baddi (Lett. Annusatore di testicoli) Seccatore, persona che sa solo arrecare seccature.

    ciaurieddu Agnello.

    ciauru Odore, profumo.

    ciàtu Fiato. Ciatu miu Vita mia.

    ciavabbrazzu (Lett. chiave a braccio) Chiavistello.

    cicaliàrisi Muoversi, darsi da fare.

    cicaluòpu Cieco, o che ci vede poco.

    cìcara V. cìchira.

    cicca Cresta.

    cìcci (Nel linguaggio infantile) Dolce, caramella.

    Cìcciu, Ciccìnu Francesco.

    cìchira Chicchera.

    cichìssi V. ncichìssi.

    cicilìu Gioco in cui uno teneva in alto una mano aperta orizzontalmente e gli altri vi poggiavano un dito da sotto; quando costui diceva “Cicilìu!” chiudeva la mano e gli altri dovevano togliere velocemente le dita; chi rimaneva preso perdeva. Se tutti riuscivano a togliere il dito si diceva “Cicilìu no tu e no iu”, che poi è divenuto un detto per situazioni in cui non tocca niente a nessuno.

    cìcima Cimice. Cìcima o cicimèdda (Fig.) Persona curiosa, che s’intromette, non si fa i fatti suoi.

    cìciru Cece. Èssiri comu o cìciru nto criu Non trovare un punto in cui fermarsi.

    cicirumìgnu Cicerchia.

    cièrru Ciuffo, ciocca di capelli.

    cileccu Gilet.

    cintu Cintura.

    ciòntulu Ciondolo. Un tempo si usava appenderlo come ornamento alla cintura dei pantaloni.

    cippu Cilindro più o meno basso, ricavato da un tronco d’albero, adoperato come sedile o vari altri usi. Test’ e cippu Testone. Misi a testa o cippu, Si misi o cippu Si è impegnato a studiare.

    cipùdda
    1. Cipolla.
    2. Alluce valgo.
    citràta (Da cedrata < cedro) Dolce natalizio, detto anche petrafiènnula, a base di scorza di cedro (detto pirèttu), e di arancia, miele, generalmente di satra, cannella e vaniglia.




    citrìgnu (Da cedro, tipo di legno molto duro) Duro, sodo.

    cittèra V. accittèra.

    ciù, ciùi Più. Ormai.

    ciuciuliàri Mormorare, parlare a basa voce, di nascosto.

    ciumàzzu Cuscino.

    ciùmmu Piombo.

    ciunca V. ciùnga.

    ciùncu (Zingarelli, cionco: etimologia incerta) Affetto da paralisi. Rattrappito.

    ciùnga (Dall’inglese chewing-gum) Gomma da masticare.

    ciuriettu Cavolfiore.

    ciurma, ciumma Squadra di braccianti.

    ciuscialùci (Lett. soffia la brace) Detto di scoreggia silenziosa, A ciuscialùci.

    ciusciari Soffiare.

    ciusciùni Soffio. Gioco in cui bisognava far capovolgere con un soffio il maggior numero possibile di figurine.

    civàri Imboccare, imbeccare.

    cocca Qualche. Coccarùnu Qualcuno.

    codda Colla.

    codda Corda.

    coffa Borsa in vimini che si appendeva, riempita di cibo, al collo degli equini per farli mangiare.

    comu Come. Comià Come mai.

    conca Grande braciere circolare di forma appiattita. Il relativo supporto in legno. Incavo sul fondo della cisterna, atto a raccogliere i sedimenti dell’acqua.

    contrapigghiàrisi Entrare in cattivi rapporti.

    cori Cuore. Sugnu ’nta ru’ cora (lett. Sono in due cuori) Sono profondamente indeciso.

    cosacavàddu Caciocavallo.

    cosaruciàru Dolciere, pasticciere.

    crastu Montone. Spreg. Cattivo, infame, scellerato.

    craùnciu Rigonfiamento, spec. del corpo.

    crauniàrisi Crauniètti, Si crauniau, letteralmente Carbonarsi, Farsi nero come il carbone, per lo sforzo.

    cravanu
    Rustico, rozzo.

    criàta Serva.

    crigna Criniera.

    crirrènza Credito.

    criscenti Lievito madre. Era realizzato con farina di tipo 0, acqua e un cucchiaino di miele.

    crispèdda Frittella di riso. A Modica farcita con uva passa e ricoperta di miele.

    cristàllu Esclamazione eufemistica per Cristazzu! Cristaccio!

    cristiànu Cristiano. Per estensione, essere umano, uomo, persona.

    Cristu Cristo. Cu vo a Cristu so prèa Chi vuole Cristo se lo preghi, detto di situazioni in cui ognuno è abbandonato a sé stesso.

    criu Crivello.

    crozza Cranio.

    crucchèra (Da cruoccu) Attrezzo costituito da un insieme di ganci per recuperare il secchio caduto nella cisterna.

    cruci Croce. Segno della croce. Fàrisi a cruci ccà manu manca (Lett. Farsi il segno della croce con la mano sinistra) Essere costernato, sbalordito.

    cruedda, cruvedda Canestro di grandi dimensioni, usato per raccogliere carrube, olive, mandorle e usi simili.

    cruoccu Gancio. Stuccatu u cruoccu ra naca! Magari si fosse spezzato il gancio della culla (così che tu fossi caduto e morto).

    cruscenti V. criscenti.

    cruvèdda V. cruedda.

    cubbàita Dolce a base di sesamo (detto ghiugghiulèna) e miele.

    cucca V. cacuòccila.

    cucchìttu Piccolo gancio usato per tenere insieme i lembi di abiti, tessuti e simili.

    cuccia Piatto di cereali e legumi che i contadini preparavano per Santa Lucia.

    cucciteddi Piccolissimi ravioli secchi e vuoti distribuiti per la festa di santa Lucia.

    cuccu Allocco (Strix aluco).

    cuccumèdda V. cuncumèdda.

    cucìvili Cottoio. Detto anche di persona malleabile, facile da convincere.

    cucuzza Lagenaria longissima. Cucuzz’ e mmiennu (Lett. Cucuzza d’inverno) Zucca. La zucchina viene a volte distinta chiamandola cucuzzedda, oppure si distingue la prima chiamandola cucuzza longa.

    cucuzzùni Nuca.

    cuddana Collare per animali (per esseri umani è collana, identico all’italiano).

    cuddàru Fabbricatore di corde. Anvèci ri iri annavanzi iemu annarrièri comu o cuddàru.

    cuddiàri Tagliare al collo, all’estremità.I viesti cuddiaru u lauri Le bestie (equini) hanno mangiato l'estremità del grano.

    cudduredda, cuddiredda Pane di dimensione più piccola del normale, eventualmente adornato con sesamo o un uovo in guscio.

    cufìnu V. cruedda.

    cugnetta Contenitore per le acciughe salate. Menza cugnetta persona di bassa statura e grassa.

    culòvira, culòriva Da colùbro, leggendario serpente di grandi dimensioni.

    culu Culo. Avìri u culu a motu, avìri u scuoppu no culu (Lett. Avere il culo in moto, avere il ramo nel culo) Essere irrequieto. Derivato forse dal trovarsi seduti su un punto di una panca di legno da cui sporgono i piedi della panca stessa, attraverso il foro in cui sono conficcati, come si vede nella foto. Ti fazzu u culu a cappiedd’i parrinu (Espressione di minaccia. Lett. Ti faccio il culo a cappello da prete) Ti riempio di botte. Fàrisi arruari i pieri no culu Correre a tutta velocità.Cu avi cùlu consìdera Detto in occasione di una scoreggia sfuggita.

    Avìri u scuoppu no culu



    culunnètta Comodino.

    cumàcca Combriccola.

    cumannàri Comandare. Cumanna e bacci tu.

    cumèddia Disordine, chiasso, baccano.

    cummàri Madrina

    cummàttiri Prendersi cura. Ci 'à ghe cummàttiri Devo prendermene cura.

    cummàttitu Occupazione, impegno, cose da fare, manodopera.

    cummatùra (Da colmo) Cupola che si forma quando il contenuto comincia a superare il livello massimo del contenitore.

    cummigghiari Coprire.

    cumminàri Combinare. Cumminàtu Brillo.

    cumpàita V. cubbàita.

    cumpàri
    1. Padrino.
    2. Compare.
    cumpàrri Fare bella figura.

    cumpilìri Completare.

    cunciùrri Concludere.

    cuncumèdda
    1. Aiuola.
    2. (Detta anche mannarùni o mannarigghiùni) Piccolo muro a secco circolare, realizzato attorno al tronco degli alberi per proteggerli dagli armenti.




    cuncumièddu Nell’espr. A cuncumièddu Accovacciato.

    cuncùni Pozzanghera.

    cunnaliàri Portare per le lunghe.

    cùnsulu, cuònsulu (Da consolare) Cibi portati ai parenti del defunto nel periodo della veglia funebre.

    cuntàri Raccontare. Contare. No cunt’ e no canta (Lett. Non conta e non canta, con il secondo verbo che ripete e rafforza il suono del primo) Non conta niente. Comu veni si cunta Sarà quel che sarà. Cuntàri quantu o rui i coppi quannu a briscola è a denari Non contare nulla, non ricevere considerazione. Quannu si cunta è nenti.

    cuntu
    1. Conto, calcolo, idea, previsione. A fari cuntu ca veni Tra pochissimo verrà, fai conto che sta venendo.
    2. Racconto, favola.
    3. Ascolto, attenzione, risposta. Nun nuna cuntu (Lett. Non dà risposta) Non risponde (Può essere riferito a chi è imbronciato, arrabbiato, oppure scortese, o anche a chi è svenuto). Voli cuntu e ragghiùni Chiede conto e ragione (di ciò che è successo, o gli è stato fatto, o simili).
    4. Parte, vantaggio, modo, rappresentanza. Tu si a cuntu tuòu “Tu sei indipendente”, oppure “Te ne freghi degli altri”. Viègnu pi cuntu ri ma patri Vengo per conto, in rappresentanza, di mio padre.
    5. Intanto, nell’espressione A cuntu. A cuntu ci vai, puoi comu veni si cunta Intanto ci vai, poi vada come vada.
    cunzàri Aggiustare, condire, sistemare, rifare, apparecchiare.

    cuòcciu Singolo pezzetto. È 'n cuocci ’i zùcchiru (Lett. È una zolletta di zucchero) Ispira dolce simpatia. ’N cuocciu ri sadda, r’anciuòvu Una singola sardina, acciuga. Iddu avi u cuocciu ’a littra (Lett. Lui ha la lettera dell’alfabeto) Lui è istruito. I cocci ’e l’oru (Lett. I pezzi d’oro) Nel gioco della scopa, le carte di denari.

    cuoddu Collo. ’Ncuoddu Addosso. Catinazzi ro cuoddu (Lett. Catenacce del collo) Vertebre cervicali. Stocchiti u cuoddu Detto in segno di resa a chi si ostina a voler fare qualcosa di testa sua.

    cuònnu Corno. Nta cruci re conna (Lett. Sulla croce delle corna) Al centro della fronte.

    cuonzu Torchio.

    cuòppi, cuòrpi (Lett. colpi) Botte, percosse.

    cuòppila Coppola. Cuffia, copricapo da notte. Per estensione, qualsiasi oggetto che faccia da piccola copertura. Prepuzio. Scuòppila Glande.

    cuòppu
    1. Colpo.
    2. Misura agraria pari a m² 68,21322, secondo alre fonti 68,0288.
    3. Misura di capacità pari a 1,07 lt.
    cuòzzila
    1. Cozza.
    2. Crosta di sangue disseccato.
    cuòzzu Collina. Spigolo, estremità.

    cuppìnu Mestolo.

    cura
    1. Coda. Cura ’a draunara V. drau.
    2. Nell’esclamazione A ccura! Abbi cura, stai attento!
    cura ’a signa (Da coda della scimmia?) Vento proveniente da Nord, Nord-Ovest, corrispondente all'incirca al Maestrale, associato a gran freddo e maltempo in inverno.

    curaddùzzu Corallino, tipo di pasta.

    curàtulu Sorvegliante di azienda agricola.

    curigghiùni Coda del pollo.

    curìna Palma nana

    currìa Cintura. Tastàri a currìa Ricevere frustate con la cintura, per punizione.

    currìu Rabbia, vendetta.

    curtìgghiu V. cuttìgghiu.

    cusciata In un muro a secco, finitura che delimita il varu.

    cuscienzia Coscienza. Cuscienzia! Che dispiacere! Peccato! Che grave perdita!

    cùsiri Cucire.

    custurièri Sarto.

    cutìcciu Ciottolo.

    cutièddu Coltello. Uocciu vivu e a manu o cutieddu! (Lett. Occhio vivo e la mano al coltello) Stai attento, sti sul chi vive!

    cùtini Cotenna, pelle del maiale.

    cuttìgghiu Cortile. Fari curtìgghiu Spettegolare.

    cuttinìna, cuttunìna Coperta imbottita.

    cuttu Corto. Cutt’ e netta (Lett. Corta e netta, sott. sia la morte che Dio mi darà) Che io muoia senza soffrire.

    cutturiari, accutturiari Affliggere.

    cutugnàta Confettura di mele cotogne; la versione più caratteristica è solida, da mordere e masticare, altrimenti può essere anche da spalmare.

    cutùgnu Mela cotogna. (Per analogia col suo essere allappante) Groppo. Agghiu n’ cutugnu Ho un groppo alla gola.

    cutulari Scuotere, bacchiare.

    cutùrru Frumento tenero abbrustolito.


    Presentazione
    A B C D E F G I L M
    N O P Q R S T U V Z

    Last edited by Angelo Cannata; 02.06.2019, 21:58.

  • #2
    Messaggio di prova per capire meglio il meccanismo del forum e tuttavia approfitto per chiedere se è sufficiente che una parola sia intesa, nonché usata, con un genere diverso da quello consueto (pur mantenendo lo stesso significato) per entrare di diritto nel vocabolario di una determinata area linguistica.

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    • #3
      la parola in questione era "a Comuni" che avevo inserito nel titolo, ma che non risulta visibile al pubblico.

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      • #4
        Originally posted by Roberto Lo Guzzo View Post
        Messaggio di prova per capire meglio il meccanismo del forum e tuttavia approfitto per chiedere se è sufficiente che una parola sia intesa, nonché usata, con un genere diverso da quello consueto (pur mantenendo lo stesso significato) per entrare di diritto nel vocabolario di una determinata area linguistica.
        Sì, per questo vocabolario che io sto creando, prefrisco considerare sufficiente questo criterio. Ad esempio, cumpàri in siciliano ha, tra l’altro, lo stesso significato che ha in italiano. In questo senso io preferirei non inserirlo. Siccome però in siciliano può significare anche padrino, allora questo per me è un motivo sufficiente per inserirlo nel vocabolario che sto creando. Non sono regole stabilite in quealche parte, sono mie preferenze per questo vocabolario che stiamo creando. Queste mie preferenze, naturalmente, possono essere oggetto di discussione.

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        • #5
          Originally posted by Roberto Lo Guzzo View Post
          la parola in questione era "a Comuni" che avevo inserito nel titolo, ma che non risulta visibile al pubblico.
          Quindi, se “a comuni” ha un uso differente dall’italiano, per me è un motivo sufficiente per aggiungerlo.

          Riguardo al titolo che non è apparso, non vedo come avrebbe potuto apparire, visto che quanto tu inserisci una risposta non c’è uno spazio in cui inserire un titolo: il titolo c’è già perché era una discussione già iniziata, col titolo C, cioè lettera C, quindi il titolo già c’era. Può darsi che ora sia io a non aver capito qual è stato il problema.

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