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Ancora soggettività

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  • Gasby
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    Molto bella questa riflessione Angelo...
    Quindi quando dico che un qualcosa è fermo non è affatto così, ma sono solo i miei occhi che non percepiscono ogni singolo atomo in movimento.
    Adoro queste riflessioni, mi invogliano a tornare a scuola, (manca 1 giorno ormai) per sentire le lezioni della mia professoressa di filosofia!

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  • Angelo Cannata
    replied
    Mi fa piacere il tuo entusiasmo. Per me l’attenzione ad una visione dinamica è stata una specie di ispirazione, un lampo, che ricordo avvenne in me una sera, mentre mi trovavo a pregare, come mio solito, nella cappella di noi studenti di teologia. Ovviamente non si tratta di un lampo miracoloso, fu solo il convergere dei miei pensieri in una riflessione critica. La riflessione fu praticamente questa: non abbiamo motivo di pensare che nel mondo esista alcunché di statico, perché tutto ciò che ci sembra statico è ed è stato sempre, da quando il mondo esiste, frutto di illusione dovuta ai limiti dei nostri occhi. Cosicché si pùo affermare che nessuno al mondo ha mai visto alcuna cosa ferma, se non per illusione ottica. Ci sono cose che ci sembrano statiche semplicemente perché i nostri occhi non sono in grado di vedere gli atomi che in essere si muovono e poi perché certi movimenti sono troppo lenti affinché riusciamo a percepirli. Ne consegue che ogni nostra idea di staticità è falsa, è un’invenzione, è come pensare ai cavalli alati. Ecco allora un riferimento fondamentale che capii di dover avere da allora in poi nelle mie riflessioni: Eraclito, tutto scorre, in greco πάντα ῥεῖ, panta rei. Tutto il resto è conseguenza.

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  • Gasby
    replied
    Effettivamente la distinzione fra statiche e dinamiche mi è ancora poco chiara, ma credo grossomodo di aver capito parte del tuo discorso.
    ​​​​​​È interessante come l'affermazione "tutto è relativo" cerca di rimuovere ogni verità assoluta, ma invece fa tutto l'opposto, pretendendo anche essa di essere verità assoluta.
    In questo forum grazie a te ho maggior consapevolezza su molti temi, difatti mi sento come se fossi aperto ad molti più "orizzonti" rispetto a prima.
    ​​​​​​Un paragone che mi piace fare quando apprendo queste esperienze è quello di un motore.
    All'inizio è importante trovare gli ingranaggi base per farlo funzionare, poi si va a lavorare su nuovi ingranaggi e man mano se ne aggiungono dei nuovi sul nostro cammino.

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  • Angelo Cannata
    replied
    Per me la risposta è scontata: mai nessuno è stato in grado di dimostrare alcunché di assoluto, se non chiudendosi entro un proprio modo di pensare.
    A questo punto spunta di solito la vecchia obiezione, secondo cui sostenere che nulla è assoluto è già un’affermazione che pretende di essere assoluta. In altre parole, si usa dire che l’affermazione “tutto è relativo” vada considerata essa stessa relativa e quindi fragile, facile da demolire.
    Questo tipo di obiezioni hanno il difetto di muoversi comunque in una mentalità di distinzioni statiche, perdendo di vista le dinamiche. Distinzioni statiche significa che il relativismo viene trattato come se fosse una posizione autonoma, stabilita, mentre invece non è così. Il relativismo è uno sviluppo della metafisica, cioè del ritenere vera, o comunque possibile, l'esistenza di assoluti. Se si tiene presente questosi capisce che dire che “tutto è relativo” non è né un’affermazione assoluta, né un’affermazione relativa; è piuttosto lo sbocco di qualsiasi affermazione assoluta, è il risultato a cui porta l’assunzione di riferimenti assoluti.
    Forse sono stato troppo sintetico, la questione può essere spiegata più estesamente, ma ho preferito non dilungarmi troppo.

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  • Gasby
    started a topic Ancora soggettività

    Ancora soggettività

    Volevo condividere un pensiero che mi è sorto un annetto fa o poco più.
    Vorrei iniziare con un esempio, immaginatevi una scena in cui un ragazzo spiega la sua opinione sul razzismo e vi spiega che per lui le persone di colore sono ormai troppe in Italia, rubano il lavoro ecc....
    Mettiamo caso che voi non siete in accordo e dite che le persone comunque vanno salvate dalla guerra e non vanno lasciate a morire in mare.
    Chi ha ragione?
    In questo caso esiste una ragione assoluta?
    E se no, esiste la ragione assoluta?
    Nelle ultime due domande, la risposta per me è no.
    Perché entrambi stanno agendo con degli "schemi umani".
    Non esistono giusto o sbagliato, infatti anche questi fanno parte dei nostri "schemi umani".
    Molti pensano che la veritá assoluta sia agire secondo il bene, ma in realtá per un pazzo magari il mio bene é il suo male.
    Dire per esempio il cielo è verde è un affermazione che se la confrontiamo con i nostri "schemi umani" è falsa, ma in realtà il cielo non è né verde né blu, ma è semplicemente parte dell'infinito.
    Ovviamente in una discussione normale è ovvio agire secondo i nostri schemi, perché altrimenti nella comunità regnerebbe il caos.
    Anche nell'ultima affermazione si può notare di come io abbia fatto riferimento al caos come qualcosa di negativo, difatti in un mondo senza questi schemi l'omicidio sarebbe permesso, ma personalmente agisco per il "bene" quindi per me un mondo del genere sarebbe sbagliato.
    Ditemi sotto cosa ne pensate

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