Announcement

Collapse
No announcement yet.

015 Spiritualità come esperienza debole

Collapse
X
  • Filter
  • Time
  • Show
Clear All
new posts

  • 015 Spiritualità come esperienza debole

    ← 014 Contaminazione tra il bene e il maleIndice016 Il silenzio e le esperienze spirituali →

    La spiritualità è debole

    Per la spiritualità è più connaturato essere debole, essa non può e non deve essere "convincente". Ho scritto "convincente" tra virgolette per sottolineare il senso originale, etimologico del termine; cioè, la spiritualità non afferma sé stessa a forza di argomentazioni, sia perché non esistono argomentazioni a cui non sia possibile contrapporre critiche e obiezioni altrettanto valide, sia perché il nostro ragionare è in gran misura condizionato da spinte psicologiche e di vario genere, per cui un'argomentazione che fosse anche la più stringente e matematica non potrà nulla contro l'impulso a difendere un proprio bisogno o a mettere in atto un proprio istinto. Per esempio, per uno che sta morendo di fame servirà a ben poco presentare ragionamenti sull'importanza della vita di un pollo, sulla necessità di non uccidere gli animali, non farli soffrire, ecc.

    Dunque, la spiritualità si nutre di esperienza, più che di riflessione; anche la riflessione può essere vissuta come esperienza, ma ciò non fa altro che confermare ulteriormente l'importanza di vivere le cose come esperienza, piuttosto che per convinzione teorica. In questo senso anche il confrontarsi, il dibattere, discutere hanno il loro valore e senso principale nell'esperienza che i protagonisti, attraverso di essi, portano avanti, più che nei contenuti del dibattere. Per esempio, ha poco valore umano dimostrare un teorema di matematica a chi sta morendo di fame: quel teorema è vero, verissimo, e la verità di per sé è un bene, ma in quel momento si sta trascurando completamente l'esperienza che si sta trasmettendo attraverso la comunicazione di una verità.

    Tornando all'affermazione iniziale, da tutto ciò segue che la capacità persuasiva della spiritualità non può non essere debole; in questo senso l'idea di debolezza è legata al modo in cui l'ha trattata Gianni Vattimo nel suo pensiero debole. A differenza del pensiero di Vattimo, che è una filosofia, nella spiritualità umana ci troviamo, piuttosto che in un "pensiero debole", in un' "esperienza debole". In sintesi, nel confronto con l'altro, con chi la pensa diversamente, la spiritualità si pone essenzialmente come un far esistere in questo mondo un'esperienza; sarà poi l'esperienza stessa a fare la sua strada nel mondo; il nostro compito sarà, più che altro, essere in ascolto di quest'esperienza che fa la sua strada anche in noi, dare il nostro contributo al definirsi di essa e tentare di praticare delle forme di fedeltà, di lealtà, nella misura in cui queste virtù continuano finora ad interessare la nostra sensibilità e il nostro apprezzamento. Anche qui, riguardo a fedeltà e lealtà, non ci troviamo di fronte a valori convincenti, ma soltanto in un muoverci all'interno della nostra umanità, tra istinti, più o meno razionali, autocritica e impulso a vivere e camminare.






    Riassunto del video

    Spiritualità come esperienza debole significa convivere con la possibilità dell'assenza di disegni, senso, speranza. Ciò significa che la spiritualità è locale, cioè storica, ha bisogno di contenuti provenienti dalla storia; essa però è interessata, più che ai contenuti, soprattutto allo stile, il modo con cui interpretare tali contenuti, il modo di portare avanti la nostra condizione di esseri morenti.
    Last edited by Angelo Cannata; 27.04.2019, 21:04.

Questa discussione è stata iniziata da... This topic was started by...

Collapse

Angelo Cannata Find out more about Angelo Cannata
Working...
X