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Bàcchiti ’n c’è

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  • Bàcchiti ’n c’è

    Durante questa filastrocca il bambino si trova a cavalcioni sulla gambe della mamma, faccia a faccia, lei lo tiene per le mani o per le spalle. Ogni verso inizia lasciando che il bambino si pieghi all’indietro e finisce riportandolo verso di sé. Il tono della voce imita il dondolare del bambino.

    Passando il mouse sopra le parole con sottolineatura punteggiata appariranno altre varianti del testo.
    Una variante è riportata nel sito Cassibile nel mondo.

    Bàcchiti ’n c’è
    a mamma nun c’è
    s’innìu o mulinu
    a pigghiàri u saccu cinu
    cinu ri ficazza
    veni a caccaràzza
    ti caca na uccàzza (qui si dà un bacio al bambino)
    veni ’a uciddùzzu
    e ti pizzilìa tuttu u pittùzzu! (Le ultime parole sono come un’esclamazione per il finale a sorpresa in cui si fa il solletico al petto del bambino)

    Questa filastrocca è citata, tra l’altro, nel libro di Ignazia Iemmolo Portelli, Cosi ri casa nostra.
    L’equivalente sardo è “serra serra pabasa in terra...”. Ne esiste un video su Youtube che mostra come anche i movimenti siano gli stessi.
    A Napoli si dice invece “sega sega mastu cicciu, a panella...”.
    Ultima modifica di Angelo Cannata; 20 febbraio 2019, 0:29.

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